La mafia spiegata ai ragazzi by Antonio Nicaso

La mafia spiegata ai ragazzi by Antonio Nicaso

autore:Antonio Nicaso [Nicaso, Antonio]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Mondadori
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


PANTALONI A CAMPANA E CAMUFFO

Di tutto per non passare inosservati. Gli ’ndranghetisti dell’Ottocento indossavano pantaloni a campana, a gamba larga, e attorno al collo portavano il camuffo, un foulard rosso, simile a quello che oggi utilizzano i boy scout, anche se di colore diverso.

IL PIZZO A NAPOLI NEL 1908

Si pagava la camorra sull’abbeveraggio dei cavalli nel fiume Sebeto, si pagava la camorra per depositare le ceste nel mercato della frutta, per far transitare vetture e carri dalle cinte daziarie all’interno della città, per estirpare e lavare la gramigna negli scoli delle acque del Fiumicello, per stendere sulla spiaggia le reti dei pescatori, per giuocare alle bocce nei viali delle Paludi, ed anche per declamare ai popolani, nelle ore di riposo ed in quel gergo caratteristico napoletano, le famose gesta di Rinaldo di Monzabano. Si pagava la camorra per depositare il pesce nella via Marinella ed esporlo in vendita, si dava in contanti od in genere una percentuale su tutti gli erbaggi che provenivano dalle vicine paludi, percentuale calcolata sulla misura di un asino, di un carro o di una cesta carica, e coloro che si assoggettavano a questa specie d’imposta, erano cosí abituati a tale onere, che quando cominciarono le prime avvisaglie dell’Autorità di Pubblica Sicurezza per eliminare questa estorsione continua e punire i colpevoli, essi quasi quasi si meravigliarono del contegno aggressivo degli agenti preposti a tale servizio, e pensarono che il Governo volesse evitare il pagamento tenue ai privati camorristi, per poi imporre un pagamento maggiore sotto forma di dazi, tasse, ecc. Questa convinzione, avvalorata dal succedersi di nuove ed indispensabili tasse governative ed imposte comunali, fomentata ad arte da coloro che esercitavano il lucroso e comodo mestiere di camorristi, formò il vero ostacolo per le prime lotte che si dovettero sostenere contro la camorra, non combattuta, ma sostenuta dagli stessi che ne subivano le tristi angherie.

Eugenio De Cosa, Camorra e malavita a Napoli, 1908



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